franz-viv-2011
Franz Krauspenhaar,  è nato a Milano nel  1960. E’ scrittore, poeta e musicista ed  ha al suo attivo una quindicina di libri, tra i quali citiamo Era mio padre (Fazi, 2008), Le cose come stanno (Baldini & Castoldi, 2003), Le monetine del Raphael (Gaffi, 2012 ), L’inquieto vivere segreto (Transeuropa, 2009). Oltre ai romanzi l’autore ha pubblicato vari libri di poesia quali Effekappa (Zona, 2011), Biscotti selvaggi (Marco Saya, 2013), Le belle stagioni (poema, Marco Saya, 2014). L’ultimo libro pubblicato  è il romanzo Grandi momenti (Neo, 2016). Nel 2015 ha pubblicato col duo di musica elettronica Atelier Vixocq due lavori ( “1” e “Opus Tele Traum”). Prossimamente, sempre dalla casa discografica francese Believe, sarà pubblicato il suo primo album solista, col nome Nerolux, dal titolo “Civil jungle”. Krauspenhaar è stato redattore di Nazione Indiana, di La Poesia e lo spirito e della rivista letteraria Achab.
1 ) La tua scrittura mi piace perchè è irriverente, scomoda, acuta, illuminante. Come si è modificata nel corso degli anni e perchè?
 
Non lo so di preciso. Il primo vero romanzo, Le cose come stanno, ha delle falde di umorismo nero, ma è piu’ che altro una confessione disperata. Dopo ho cercato di esplorare altri ambiti:il noir esistenziale, il romanzo surrealista, l’affresco sociale, sempre partendo da una voce irradiante. Credo che la modificazione sia avvenuta grazie soprattutto al cambiamento dei temi, mantenendo la voce di fondo.
2 ) Hai iniziato a scrivere a 39 anni e hai scritto molto, per alcuni troppo. Ma cosa dovrebbe fare uno scrittore se non scrivere?
Se uno è bravo non scrive mai abbastanza.
3 ) Una domande che faccio spesso: i social e la letteratura. Quali sono i vantaggi e quali sono i pericoli?
Ci si fa conoscere, a volte troppo. Il pericolo è diventare delle sagome gossipare e gossipanti. Ma in sostanza servono, perché la promozione dell’autore non è mai abbastanza vasta e mirata.
 franzmagliarossa
4) Molti rimproverano la critica di non aver reso mai alle tue opere i meriti che avevano, io non posso che concordare,  ti chiedo e mi chiedo: cos’è la fortuna di uno scrittore, cosa vuol dire intrinsecamente?
La fortuna è essere riconosciuti. Cosa che spesso non attiene al valore. Comunque non ne faccio una malattia, molti “lettori speciali” amano le mie cose.
5) I tuoi scrittori di riferimento e quelli che a tutti piacciono ma a te no.
Non so, amo vari scrittori, ma oggi mi mancano i riferimenti. Forse perché sono diventato cinico. Su chi piace, riconosco la grandezza di Busi, ma il suo stile non mi piace. E’ importante riconoscere una grandezza al i là del gusto personale, creo sia una dimostrazione di vera forza intellettuale.
6 ) Il romanzo a cui sei più affezionato e quello che invece non pubblicheresti più 
Non sono affezionato a nulla. Sono alla ricerca di un salto di qualità definitivo. Non penso quasi mai al passato, non rileggo mai i miei libri: sono proiettato nel futuro, voglio far meglio.  Non pubblicherei più nè  Avanzi di Balera nè  Cattivo sangue, il primo e il terzo.
7 ) Grandi momenti“, l’ultimo tra i tuoi romanzi edito da Neo,  è stato accostato da molti a quello pubblicato nel 2012, Le monetine del Raphael . Sei d’accordo? Si somigliano davvero Scelsit e Bucchi?
Forse si somigliano nella disperazione, ma a mio parere sono  personaggi  parecchio diversi. Sono due artisti, anche piuttosto bravi, ma hanno età diverse. E poi Bucchi ci racconta tutta la sua vita, il suo è un affresco, per cui è personale ma soprattutto collettivo, quello è un romanzo sociale, rifiutato da piu’ parti per quel “senso di morte” che attraversa il romanzo, che poi è il senso di tutto il Novecento, non solo in Italia. Per certi versi credo che Le monetine el Raphael sia un grande romanzo italiano, potente, stilisticamente un tour de force, insomma un gran libro. Ma se ne sono accorti in pochi.
8) Krauspenhaar non solo narratore, ma anche musicista e poeta. Vesti secondarie o semplicemente altre?
Poeta ufficialmente al 2009, per me non c’e’ differenza nell’impegno e nell’approccio, io penso di fare letteratura “con ogni mezzo”, perche’ la letteratura è un mostro che va domato, una specie di Moby Dick perverso e pericoloso. E’ un mestiere duro, non per tutti. La musica è arrivata dopo, ma anche questa cosa la prendo in maniera professionale. Ho cominciato a suonare musica elettronica per avere un’alternativa alla scrittura, e alla fine sono riuscito a far collimare la mia musica – molto cerebrale- con la mia letteratura. A ottobre dovrebbe uscire il mio primo LP solista (ho partecipato a altrid ue ischi con il duo Atelier Viocq) per ottobre, col nome di Nerolux.
9) Dei tuoi libri, ho scritto che necessitano di un lettore consapevole, che non abbia paura, che non sia ipocrita e che abbia il coraggio di guardare la realtà:  una sorta di lettore-attore. Sei d’accordo?
Sono molto d’accordo. Niente ipocrisie e minuetti, i miei libri sono pugni nello stomaco e cercano la verità, per quanto sia scivolosa e spesso illusoria.
Valentina Di Cesare
Annunci

Un pensiero su “Se uno è bravo non scrive mai abbastanza: intervista a Franz Krauspenhaar

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...